
Non passa giorno che Ramona Amodeo non rilasci un’intervista per parlare della sua storia d’amore con Mario De Felice, per urlare al mondo intero che tra di loro c’è un’intesa perfetta e che, forse, le cose potrebbero andare avanti ancora per molto, forse per tutta la vita.
Ma Ramona non lo sa che parlare troppo di una cosa bella, poi, spesso si finisce per “sciuparla”?
Ebbene, all’ex tronista di “Uomini e donne” questa cosa non viene proprio in mente e, dunque, eccoci qui, di nuovo, a parlare dell’ennesima intervista rilasciata al settimanale “Top” sia da Ramona Amodeo sia da Mario De Felice in cui, addirittura, Ramona ha raccontato che sogna di sposare il suo uomo e di costruire una famiglia insieme a lui.
Tutto bello, bellissimo e normale. Vediamo cos’ha detto la solare ex tronista di “Uomini e donne”:
Mario è diverso da come era in televisione. Il bello e dannato è un cucciolo giocherellone e docile, che mi riempie di attenzioni, mi fa sentire una principessa. Stravedo per lui, tanto che lo sposerei domani.
Anche Mario De Felice è assolutamente entusiasta della storia d’amore con Ramona e, in particolare, ha raccontato la sua esperienza ad “Uomini e donne”:
Sono sincero quando dico che ho voluto parecipare al programma solo per avere visibilità. Ho sempre provato un certo fascino per il mondo dello spettacolo, ma mai immaginavo, invece, che in quel contesto avrei perso letteralmente la testa per una ragazza.
Ognuno di loro ha un sogno nel cassetto da realizzare, un progetto per il futuro da costruire, rigorosamente, insieme. Mario non si è smentito ed ha dichiarato al settimanale “Top”:
Un giorno vorrei diventare un attore famoso. Mi sono già visto Ramona, con l’abito da sposa e io con il cavallo bianco. E non è detto che non ci faccia un pensierino.
Mentre la sognatrice Ramona Amodeo ha sogni un po’ più concreti rispetto a quelli del fidanzato:
Vorrei laurearmi e diventare designer di scarpe. E aspetto che lui mi porti all’altare.
Si realizzeranno prima i sogni di Mario oppure prima quelli di Ramona?
Ai postumi l’ardua sentenza. Oppure alla prossima intervista…