
Mauro Marin, il trionfatore del “Grande Fratello 10” è stato protagonista, ieri sera, di una puntata speciale di “Bikini”, rotocalco domenicale di canale 5. Dopo averci confessato di essere stato ricoverato in una clinica psichiatrica per gravi problemi mentali (questo avveniva prima della partecipazione di Mauro al reality show di canale 5 condotto da Alessia Marcuzzi), ieri sera, a “Bikini”, Mauro ha confessato un segreto che aveva tenuto per sé per tutto questo tempo. Il segreto shock che coinvolge la vita del vincitore del “Grande Fratello 10” è contenuto nel libro – che uscirà a metà settembre 2010 – “C’è una cosa che non vi ho detto”. Ma ieri sera Mauro, in anteprima assoluta, lo ha voluto rivelare ai suoi fan. Il vincitore del “Grande Fratello”, infatti, ha fatto uso di droga, più che altro ha abusato di spinelli. Questo consumo eccessivo di droga ha danneggiato seriamente i centri nervosi di Mauro e, per questo motivo, è stato ricoverato in una clinica psichiatrica:
Nel 2004 mi è stata diagnosticata una schizofrenia affettiva con disturbo bipolare, dovuta all’eccesso di sostanze. I miei genitori mi hanno raccolto con il cucchiaino e mi sono svegliato al reparto psichiatrico di Montebelluna.
L’outing scioccante di Mauro Marin capita, come si suol dire, “a fagiolo”, in un periodo in cui dichiarazioni di questo tipo sono all’ordine del giorno. Il primo fu Morgan che dichiarò, senza mezzi termini, di fare uso di cocaina quasi ogni giorno: per queste dichiarazioni il cantante fu squalificato dal Festival di Sanremo. Ma Mauro non ama molto che il suo caso venga accostato a quello di Morgan:
Il mio caso è completamente diverso da quello di Morgan, non mi vanto certo di avere fumato spinelli, nè dico che combattono la depressione. Anzi, le droghe, tutte le droghe, la depressione la creano. Poi gli effetti sono variabili, dipendono da persona a persona. Su di me ad esempio anche delle semplici gocce per dormire hanno causato quella specie di collasso che tutti hanno potuto vedere in tivù, durante l’intervista di Mediaset in videochat.
In un momento molto delicato in cui, spesso e volentieri, il gossip si mescola alla cronaca nera, arriva secco e deciso il monito di Mauro Marin che ha esortato i suoi fan, il pubblico ed i giovani, in generale, a non accostarsi alle droghe, a non fare uso di spinelli perché, prima o poi, mandano in pappa il cervello. Così il vincitore del “Grande Fratello 10”, amato ma anche molto odiato dalla gente, ha concluso la sua intervista con una dichiarazione molto importante:
Ci tengo a dire ai ragazzi: non fatelo. Non fumate spinelli, altro che droga leggera, possono avere effetti devastanti come è successo a me.
Posso esser d’accordo che le droghe leggere non siano da prendere eccessivamente… Alla leggera.
Ma da qui a darne una condanna ferma ed assoluta mi pare, prima che esagerata, da disinformati.
La cannabis, come tutte le sostanze psicodislettiche, agisce da AMPLIFICATORE, sia delle percezioni che ci vengono dal mondo esterno, sia delle sensazioni che queste portano al nostro interno. E’ chiaro che se uno ha qualche problema, anche piccolo in partenza, dovrebbe evitare di “sconvolgersi” prima di averlo risolto, poiché essendo amplificato, il problemino diventa un problemone ed il viaggio che può essere piacevole, diventare paranoia.
Il problema non è nell’uso o no della sostanza, ma nelle “istruzioni per l’uso” che non sono mai state prese in considerazione nella cosiddetta “civiltà”. Nelle tribù che noi consideriamo primitive, ma che hanno delle circostanze e rituali ben precisi per…”entrare in contatto con gli dèi”. Anche senza andare troppo lontano, basti vedere come funzionava nell’antica Grecia per i Misteri di Eleusi.
D’altro canto le sostanze psichedeliche, o psicodislettiche, fanno a cazzotti con l’ordinamento della civiltà contemporanea, tutta protesa all’efficienza, alla compettitività ed alla produzione ipertrofica: è questo, a mio parere, che ha portato al successo della cocaina negli anni 80 in USA e negli ’00 da noi, e dell’anfetamina negli anni 60. L’immagine di una civiltà “dopata” per produrre e consumare di più non credo sia tanto lontana dalla realtà.
Rispettando Morgan per il suo spessore artistico, non mi sento di accostare l’appellativo di “poetico” alla cocaina, una droga che rimane assai più pericolosa della cannabis, dando, come l’eroina e gli oppiacei, una ferocissima dipendenza fisica.
Pericolosità che esiste anche per i farmaci usati nelle terapie psichiatriche… Chi ci dice che i disturbi non siano enfatizzati dalle pasticche “terapeutiche”?
Grazie per il suo punto di vista!