Anche nel capoluogo partenopeo si è terminato di scrutinare i voti delle elezioni amministrative, ed i risultati sono stati pubblicati.
I candidati a Sindaco di Napoli, che sostituiranno il Sindaco uscente Rosa Russo Jervolino sono Giovanni Lettieri, sostenuto dal Popolo delle Libertà, Luigi de Magistris, per l’Italia dei Valori, Mario Morcone, sostenuto dal Partito Democratico, Raimondo Pasquino, rappresentante di centro, Mario Clemente Mastella per l’U.D.Eur, Roberto Fico per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, Raffaele di Monda per la Lista Civica Programma Innovazione Nazionale e Insorgenza Civile, Vittorio Lamberto della Lista Rauti, Ciro Formisano come esponente del Partito Comunista dei Lavoratori e Giuseppe Marziale per la Lista Civica Napoli Non Si Piega.
I risultati sono stati i seguenti:
- Giovanni Lettieri: 38,34 %
- Luigi de Magistris: 28,83 %
- Mario Morcone: 20,20 %
- Raimondo Pasquino: 9,59 %
- Mario Clemente Mastella: 2,33 %
- Roberto Fico: 1,26 %
- Raffaele di Monda: 0,72 %
- Vittorio Lamberto: 0,32 %
- Ciro Formisano: 0,19 %
- Giuseppe Marziale: 0,18 %
Nessuno dei candidati ha raggiunto il quorum (50% più uno dei voti) necessario per essere eletto sindaco, quindi l’elezione è rimandata ai risultati del ballottaggio che si svolgerà alla fine di questo mese.
de Magistris è l’uomo giusto per napoli, non è l’estremista come vogliono far credere gli esponenti di destra, anzi egli dimostrera di essere l’uomo del cambiamento e di tutti i napoletani la politica pulita e giusta
de Magistris è l’uomo giusto per napoli, non è l’estremista come vogliono far credere gli esponenti di destra, anzi egli dimostrera di essere l’uomo del cambiamento e di tutti i napoletani la politica pulita e giusta, andiamo alle votazioni del ballottaggio tutti e appoggiamolo, votandolo
NAPOLI DOCET
Napoli ha votato De Magistris e, dacché i partiti dicono altro per convenienza e opportunismo, il risultato deriva da un “passaparola popolare”.
E’ vero invece che si è votato contro i partiti di destra e di sinistra ma, il suffragio non è animato da giustizialismo e/o da estremismi come si vuol fare credere e, non servono i Soloni della politica per interpretare il voto.
Il suo nome, è passato spontaneamente di bocca in bocca e, di porta in porta, al di la e al di sopra della sua appartenenza politica tant’è che, De Magistris, non ha invaso la città di manifesti come hanno fatto tutti gli altri e la stessa scelta non esula dalla sua estrazione dalla magistratura.
La preferenza assegnata al voto non esprime quindi soltanto la fermezza dell’elettorato che protesta e che vuole discontinuità avverso la classe dirigente locale, quanto più, è la pronuncia di una speranza che alimenta la voglia di rinascita nella pratica della legalità e per il pedissequo rispetto delle regole, che costituiscono il solo mezzo per mettere ogni cittadino sugli stessi piani innanzi alle opportunità che sono alle origini della crescita civile ed economica. Il voto cattolico che c’è stato ! s’integra con il desiderio di una moralizzazione etica della politica.
L’aspettativa della stragrande maggioranza di cittadini di questa città, non ha nulla a che vedere con l’interpretazione del sud volutamente distorta enunciata dal ministro Tremonti, (che peraltro è quello che ha sottratto i fondi europei del sud destinandoli alla copertura degli illeciti compiuti dai lattari leghisti). I napoletani vogliono riappropriarsi del diritto alle pari opportunità stracciato dai partiti e dai loro candidati motivati da famelici intenti di potere e di denaro che conseguentemente, hanno creato le vistose disuguaglianze di cui tutti parlano ma, nessuno pensa di curarle per non rinunciare ai benefici che ne traggono.
E’ successo che i Napoletani non si sono rassegnati e un po’ come avvenne in passato con Bassolino, (che però, ha malamente ingannato il popolo napoletano), si è nuovamente mobilitato più per l’avvenire dei propri figli che per se stessi.
Un’informazione ipocrita, ha altresì volutamente ignorato oppure, non rivelato adeguatamente, che i seggi elettorali sono stati meta di frequentazioni “stretta” se non di presidio, da parte di familiari, conniventi, complici e generici appartenenti in subordine a clan camorristici, che hanno ritrovato l’unità nel voto. Nessuno si è accorto della convergenza?? Chi ha fatto finta di niente e non li ha scacciati si è vestito d’indegnità. Chi non li ha visti, l’ho ha saputo e forse, anche se non avrebbe voluto votare, ha risposto a un appello non pronunciato proprio per reagire a quell’insulto. A Napoli, oltre al voto pro, c’è stato anche un voto anticamorra.
Da altre parti c’erano i partiti degli affari propri, vale a dire, quelli che hanno usato il patrimonio della città per convenienze personali e dei propri aderenti. Sono coloro che si fanno eleggere solo per sistemare se stessi e i propri amici. Comandare senza lavorare ed emergere senza valere.
Che abbiano saputo farlo nella supposta legalità o, che non siano stati scoperti nel fare diversamente, ma, anche se solo si occupano di politica per se stessi, omettono il servizio alla collettività, e ciò, non li rende più degni degli untori del cancro nazionale che sono i malavitosi e il malaffare.
Il voto a De Magistris è il segnale di una rottura della società civile con quel mondo politico che voleva dei sudditi e non un popolo da servire. E’ una speranza, senza estremismi, che attende l’allontanamento di quell’inutile moltitudine che aveva occupato le istituzioni ferendone il decoro, affinché sia ripristinata la loro funzione originale. Questo è un auspicio lecito e non un estremismo giustizialista.
Non apparirà influente agli scettici, ma i napoletani prendono invece seriamente e positivamente in considerazione la volontà di Sua Eminenza il Cardinale SEPE, che ha già allontanato dalla Chiesa camorristi e similari. Questa decisione vale mille volte più e sarà più influente di tutte le altre leggi che contrastano la camorra.
Non perché essi siano credenti e timorosi di Dio, quanto più, perché sono invece stoltamente ignoranti e superstiziosi. Il loro agire offende la Chiesa e la loro presenza deturpa la sacralità dei luoghi. Per loro c’è il confessionale o, possono tenersi in alternativa quello che già fanno con relativa discesa agli inferi.
Di certo, quel proclama ha partecipato al risveglio delle coscienze e pur essendo equidistante dalla politica, serve per formare cittadini sani e solidali.
A poco a poco, la città susciterà voglia e desiderio di pulizia e i luoghi stessi del Suo Governo risulteranno inospitali a quegli stessi impostori che le hanno affollate e che, in parte, ancora ambiscono a occupare.
Oilitta