In queste ultime ore se ne sono dette molte su quello che è successo lunedì scorso durante la puntata del Grande Fratello. Una diretta che è costata molta fatica ad Alessia Marcuzzi: la bionda conduttrice si affeziona inevitabilmente ai ragazzi nella casa e più volte ha provato a difenderli dai meccanismi spietati del Gf ma il format resta comunque la sua “creatura” e proprio come farebbe con i suoi due figli è pronta ad affilare le unghie se qualcuno prova ad attaccarlo.Ed è ovvio che se l’attacco arriva da dentro, se il Gf cova una serpe in seno, la delusione e la rabbia sono maggiori. E’ proprio Alessia a sfogarsi su facebook su quanto accaduto e il suo sembra anche un modo per scusarsi con il pubblico per la sua reazione fuori dalle righe. Sulla sua pagina facebook Alessia scrive ai fan:
Lo so, lunedì mi sono un po’ arrabbiata…non sostenevo piu’ alcuni atteggiamenti.Al grande fratello si entra volontariamente e nessuno ti obbliga a rimanere. Chi si lamenta in continuazione dentro casa, si dimostra irrispettoso nei confronti di coloro che hanno fatto i provini e di chi lavora dietro le quinte con grande serietà. Un bacio a tutti.
Qui sotto la “cattura” della bacheca facebook della Marcuzzi:
Il riferimento è ovviamente soprattutto a quanto accaduto con Rudolf che accusato il Grande Fratello di pilotare il programma selezionando con cura i montaggi dei video per mostrare una realtà tra i concorrenti diversa da quella vera e per mettere in evidenza alcuni partecipanti rispetto ad altri.
Probabilmente come spesso accade la verità è nel mezzo: a volte i meccanismi dei reality sono palesemente forzati ma del resto è un gioco al quale si accetta di partecipare. Certi concorrenti dovrebbero smetterla di lamentarsi in continuazione e considerare la fortuna che hanno avuto ad essere selezionati visto che, se hanno fatto ore e ore di fila per i provini, evidentemente era quello che volevano. E del resto il rugbista romano conosceva bene i meccanismi del gioco, così come del resto la sua (ex?) fidanzata, che ha perfino messo in mezzo un avvocato per tutelarsi.